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“Nei periodi di crisi occorre ricercare il “genius loci”, occorre non perdere di vista qual è stato l’elemento di continuità che la città ha perpetuato lungo tutto la sua storia, quello che l’ha distinta dalle altre città e le ha dato un senso …” (Italo Calvino)

Storie locali nell’età della globalizzazione

L’ambito locale, se mai lo è stato, non può essere pensato come spazio definito e autonomo,  ma va indagato come incrocio mutevole di influssi e condizionamenti che provengono anche da molto distante  e di persone con storie e culture diverse. Questa prospettiva permette di evitare la chiusura nel localismo, mantenendo ciò che del locale è prezioso: la possibilità di farne esperienza diretta con tutti i sensi, di avere rapporti faccia a faccia con le persone che lo abitano, di osservare la quotidianità del vivere, di osservare il territorio che è lo scenario e l’oggetto dello svolgimento delle storie locali.

Conoscenza di storie locali e formazione storica

La scala locale, lungi dall’essere limitata all’indagine del luogo in cui si vive, è una modalità di ricerca e ricostruzione che appartiene al sapere storico. Basti pensare all’importanza delle microstorie e delle ricerche su scala locale nell’elaborazione storiografica contemporanea.

Per questo tra gli obiettivi che l’associazione si propone c’è anche l’insegnamento delle storie locali come parte integrante del processo di formazione della cultura storica dei giovani per il suo valore conoscitivo, metodologico e  formativo.

Dalmine una città plurale e policentrica

La parola Dalmine viene usata per indicare tre distinte realtà: il quartiere centrale; tutto il comune; la grande azienda che, pur avendo cambiato nome, continua ad essere così identificata. L’indagine su Dalmine fino a poco tempo fa aveva come esclusiva fonte di riferimento l’azienda e la sua storia. Tutto sembrava cominciare da quando l’azienda si era insediata e la parola Dalmine, più che denominare un intero territorio formato dalla fusione di tre comuni, sembrava indicare solo il quartiere centrale, “Il villaggio modello” che l’architetto Greppi aveva realizzato ri-fondando l’antico centro medievale. Il risultato oggi è quello di un territorio che si dibatte tra le identità del passato e la proposta di città, punti di vista che faticano a combinarsi nell’azione delle varie istituzioni.

La pluralità delle storie per Dalmine è evidenziata anche dalla possibilità di accedere a più fonti: archivio dell’azienda, Fondazione Dalmine; quello di una storica famiglia dalminese, l’Archivio Dall’Ovo – De Chaurand; quelli pubblici, rappresentati dagli archivi di Stato di Bergamo e Milano, la Biblioteca civica “A. Mai”, l’archivio comunale; quelli diocesano e parrocchiali; …

Scuola e cultura storica

Ritenendo l’insegnamento delle storie locali parte integrante del processo di formazione della cultura storica dei giovani per il suo valore conoscitivo, metodologico e  formativo, e nella consapevolezza di evitare la chiusura nel localismo, ma facendo riferimento ad argomenti di storia generale affrontati nel corso di studi degli alunni della primaria e degli studenti della secondaria di 1° grado, presentiamo una proposta per inserire elementi di storia locale nel curricolo degli alunni.

Il valore formativo dell’insegnamento della storia locale appare evidente, ad esempio per:

  • migliorare la familiarità col luogo dove si vive, in una fase  in cui si assiste a un progressivo spaesamento, contribuendo all’assunzione di responsabilità e cura verso i luoghi e le persone che li abitano;

  • contribuire alla formazione civica dei futuri cittadini.

 Anche sul piano metodologico si possono conseguire vantaggi, come:

  • delimitare il tema a seconda delle capacità e delle curiosità degli studenti;
  • conoscere un luogo andandolo a vedere di persona, esercitandosi ad osservare e a porre domande;
  • individuare fonti sufficienti e adatte allo svolgimento della ricerca  storico-didattica, saperle interrogare e analizzare;
  • intervistare e ascoltare referenti territoriali riconoscibili dagli allievi e riconoscere le tracce e i segni del passato.

Il linguaggio dei luoghi

In una città convivono l’uno accanto all’altro edifici di epoche diverse, anche molto lontane tra loro. Così anche le strade. Percorrere o visitare una città è quindi camminare nella storia, attraversare un arco di tempo tanto più lungo quanto più antica è la città o il paese che si visita.

Le visite guidate sul territorio possono essere un modo complementare per conoscere la città in cui si vive.

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