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1936/2019 Torre Greppiana

Giovedì 20 giugno l’Osteria del Conte ha presentato il libro che parla del restauro della Casa dedavlla libertà con la Torre greppiana (Arch. Giov. Greppi, 1884-1960). E’ l’occasione per condividere con Dalmine la storia di un edificio a cui viene conferito un nuovo e più condivisibile significato. La Torre, in particolare, rimane uno dei cinque esemplari sopravvissuti in tutta Italia, legittimamente posto sotto tutela dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici e Culturali di Milano. Da un punto di vista culturale il recupero, oltre a ridare dignità ad un’opera d’arte in rovina, ha voluto restituire prestigio ad un edificio storico e alla piazza che lo ospita, che nel progetto urbanistico greppiano era un incrocio di strade che mettevano in comunicazione gli abitati di Dalmine tra loro e l’autostrada, il mondo.

Il libro che accompagna l’inaugurazione dell’Osteria del Conte racconta la ristrutturazione e il restauro dell’edificio a cura dello Studio di Architettura di Mario Cassinelli. Il fabbricato della Casa del Fascio di Dalmine incarna un ideale architettonico fatto di razionalità e armonia geometrica, ai quali l’Arch. Greppi riuscì a conferire robustezza e solidità.

La storia di Dalmine, raccontata da Claudio Pesenti dell’Associazione Storica Dalminese, supera l’orizzonte del Novecento, secolo nel quale la città ha avuto uno sviluppo industriale, economico, urbanistico e sociale veramente impetuoso e tale da schiacciare, per la sua rilevanza, quanto era avvenuto nei secoli precedenti.

Infine, la famiglia Brembilla racconta i motivi che l’hanno spinta a far cominciare un’altra storia alla Torre Greppiana, a lungo abbandonata e destinata a un uso quotidiano che ne faceva perdere le caratteristiche di opera d’arte, pur essendo una dei cinque esemplari rimasti in Italia. Il titolo di Osteria del Conte lo colloca nel solco di una tradizione delle grandi famiglie ed Enti che hanno abitato e valorizzato Dalmine. Per questi motivi l’Osteria del Conte, oggi ospite di questo edificio, non è più un semplice ristorante. Entrare ed esserne ospiti sarà un rievocare la storia, oltre che abbandonarsi al piacere del cibo e delle emozioni suscitate dalla suggestiva cornice.


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