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Author Archives: Claudio Pesenti

L’Oratorio strumento per fare comunità

Per l’Università Anteas Dalmine, martedì pomeriggiosommario 19 novembre, Claudio Pesenti a nome dell’ASD, ha tenuto una relazione sull’istituzione dell’Oratorio e come la sua opera in Dalmine sia stata importante nel dare la forma di comunità al quartiere centrale, denominato anche company town, che fino agli anni ’60 aveva un’identità aziendale e non territoriale e in cui le gerarchie interne allo stabilimento erano riportate anche nella vita quotidiana all’esterno.

Sintesi della presentazione

Presentazione

 

DalmineStoria n. 4

In edicola e in distribuzione il nuovo notiziario dell’Associazione Storica Dalminese.fanzina_04_19

Per chi fosse interessato a riceverne copia via email, invii una richiesta al nostro indirizzo di posta elettronica.

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Dalmine: vittime del bombardamento del 6 luglio ’44

Pubblichiamo l’elenco delle vittime del bombardamento da parte di aerei inglesi e americani che ha bombardato Dalmine il 6 luglio 1944. In ordine:

  • Elenco in ordine alfabetico
  • Legenda per la suddivisione in reparti e dipendenti da imprese esterne o vittime civili nel quartiere di Mariano
  • Suddivisione per località di provenienza.

Elenco

Indice dei notiziari dell’Associazione 2016-2019

Alla pagina delle pubblicazioni è possibile consultare l’indice delle pubblicazioni aggiornato al luglio 2019.

DalmineStoria, luglio, n. 3, anno IV

Fanzina_03_2019In stampa il prossimo notiziario dell’Associazione dedicato all’anniversario del bombardamento su Dalmine del 6 luglio 1944.

  • Una memoria non solo di Dalmine, editoriale
  • Alla Dalmine in bici, da Sarnico, di Beatrice Tengattini
  • Ai bagni di sole nel luglio del bombardamento, di Gianni Valota
  • Il bombardamento l’ho visto da Berbenno, di Giuseppina Offredi
  • Piazza Caduti 6 luglio 1944: un’intitolazione non scontata, di Valerio Cortese
  • Nuovi libri su Dalmine in collaborazione con A.S.D.
  • I raid punitivi, testimonianze dalminesi
  • La memoria in musica, di Enzo Suardi

Alla pagina pubblicazioni è possibile visionare e scaricare tutti i numeri pubblicati dal 2016 ad oggi.

 

70° Oratorio di Dalmine. L’Oratorio strumento di comunità.

copertina_aDomenica 23 giugno si è svolta la presentazione del libro per il 70° dell’Oratorio di Dalmine con in collegamento Skype da Gerusalemme, dove lavora, uno degli autori, Daniele Cavalli. Il tema affrontato nel libro, l’oratorio come strumento di comunità.

Nell’impaginazione di Giuseppe Paris, troviamo le testimonianze raccolte da Daniele Cavalli e un racconto storico di Claudio Pesenti che illustrano come l’oratorio dagli anni ’70 sia stato strumento per trasformare questa “comunità mancata”, che aveva la sua identità nell’azienda, in  una vera comunità.

L’ultimo capitolo si integra con il profilo storico del libro sulla Torre Greppiana.

1936/2019 Torre Greppiana

Giovedì 20 giugno l’Osteria del Conte ha presentato il libro che parla del restauro della Casa dedavlla libertà con la Torre greppiana (Arch. Giov. Greppi, 1884-1960). E’ l’occasione per condividere con Dalmine la storia di un edificio a cui viene conferito un nuovo e più condivisibile significato. La Torre, in particolare, rimane uno dei cinque esemplari sopravvissuti in tutta Italia, legittimamente posto sotto tutela dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici e Culturali di Milano. Da un punto di vista culturale il recupero, oltre a ridare dignità ad un’opera d’arte in rovina, ha voluto restituire prestigio ad un edificio storico e alla piazza che lo ospita, che nel progetto urbanistico greppiano era un incrocio di strade che mettevano in comunicazione gli abitati di Dalmine tra loro e l’autostrada, il mondo.

Il libro che accompagna l’inaugurazione dell’Osteria del Conte racconta la ristrutturazione e il restauro dell’edificio a cura dello Studio di Architettura di Mario Cassinelli. Il fabbricato della Casa del Fascio di Dalmine incarna un ideale architettonico fatto di razionalità e armonia geometrica, ai quali l’Arch. Greppi riuscì a conferire robustezza e solidità.

La storia di Dalmine, raccontata da Claudio Pesenti dell’Associazione Storica Dalminese, supera l’orizzonte del Novecento, secolo nel quale la città ha avuto uno sviluppo industriale, economico, urbanistico e sociale veramente impetuoso e tale da schiacciare, per la sua rilevanza, quanto era avvenuto nei secoli precedenti.

Infine, la famiglia Brembilla racconta i motivi che l’hanno spinta a far cominciare un’altra storia alla Torre Greppiana, a lungo abbandonata e destinata a un uso quotidiano che ne faceva perdere le caratteristiche di opera d’arte, pur essendo una dei cinque esemplari rimasti in Italia. Il titolo di Osteria del Conte lo colloca nel solco di una tradizione delle grandi famiglie ed Enti che hanno abitato e valorizzato Dalmine. Per questi motivi l’Osteria del Conte, oggi ospite di questo edificio, non è più un semplice ristorante. Entrare ed esserne ospiti sarà un rievocare la storia, oltre che abbandonarsi al piacere del cibo e delle emozioni suscitate dalla suggestiva cornice.

Dalmine 1918 – 1920

Claudio Pesenti ha tenuto ieri per l’Università Anteas di Dalmine la relazione sul periodo storico indicato nel titolo.

Sintesi della relazionerelazione_1a

Relazione

Numero 3, Anno III

Per pubblicizzare la presentazione del libro Ora vi dico di io … ” Dalmine e la Grande Guerra, è stato pubblicato anche il terzo numero annuale del notiziario dell’Associazione Storica Dalminese. Questi i titoli:

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  • Tenere viva la memoria
  • “Ora vi dico di io…”
  • “Se no moriamo, ci rivedremo. Se moriamo, moriamo per la grandezza dei cimiteri”
  • Un libro che racconta Dalmine e i soldati alla guerra
  • Elenco dei soldati caduti, che hanno avuto un riconoscimento al valore, sopravvissuti e le Crocerossine.

Il libro può essere acquistato presso I libri di Mauro, l’edicola di Via Pasubio o presso la cartoleria Zeus di Largo Europa.

“Ora vi dico di io …” Dalmine e la Grande Guerra

Presentato sabato 27 ottobre il libro “OrCopertina definitiva bassa_Pagina_1a vi dico di io …” Dalmine e la Grande Guerra.

Due sono stati gli obiettivi che l’Associazione Storica Dalminese si è posta nella ricerca.

Da una parte dare “voce” (da qui il titolo del libro, “Ora vi dico di io”) ai soldati dalminesi di cui si sono rintracciate solo parziali notizie (42), loro testimonianze o di cui è stato possibile comporre profili completi (108). Le numerose cartoline postali consultate e pubblicate narrano la quotidianità della guerra e le condizioni di vita dei soldati.  Dall’altra mostrare il “volto” di Dalmine nei primi vent’anni del Novecento, con la grande novità delineata dall’insediamento della Mannesmann.

Grazie anche al contributo di Fondazione Dalmine e Archivio e Biblioteca Dall’Ovo, è stato possibile rappresentare lo spaccato di una realtà che era in profondo cambiamento e che il territorio di Dalmine mostrava una varietà di protagonisti e una complessità che molte volte, anche oggi, rimane nascosta dietro il nome della città.

La realizzazione del libro è stata possibile grazie anche al contributo  di: Comune di Dalmine – Tosoni S.p.A. – Alfaparf – Elettroindustriale srl – Osteria del Conte – OVID – Elettrica Turani srl – Unipol Assicurazioni di Fagiani. Progetto grafico, impaginazione e stampa: Tipografia dell’Isola s.n.c.

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