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Author Archives: Ornella Pesenti

Quale storia per Dalmine?

L’Associazione Storica Dalminese costituitasi nel 2014 si propone di ampliare l’area di ricerca della storia di Dalmine, andando a ritroso oltre il Novecento.

Dalmine ha una storia più lunga dell’azienda omonima che nel 2002 con il cambio di denominazione da Dalmine SpA a Tenaris (2002), ha segnato per l’azienda una sua nuova identità. Come a dire: l’azienda ha separato i suoi destini dal territorio in cui si trova. La città fatica a ripensarsi come distinta dall’azienda che ha fortemente modificato questo territorio negli ultimi cento anni. Non si capisce Dalmine e quindi sembra inafferrabile se la si isola da quanto precede la città industriale; se non si tiene conto dell’artificiosità del comune nato (7 luglio 1927) su convenienze e dinamiche per gran parte politico-aziendali; se non si tiene conto che per tanto tempo è stata una “comunità mancata” (Ottieri, 1952). (altro…)

Cittadino benemerito il “Medico dei Dalminesi”

Nato a Lallio nel 1914 e trasferitosi a Dalmine nel 1943 è scomparso il 16 febbraio del 2008.

La motivazione recita che “si è distinto per l’impegno prestato durante i tragici giorni del bombardamento del 6 luglio 1944 a favore degli operai feriti, dei loro famigliari e della cittadinanza tutta. Inoltre per l’aiuto dato ai partigiani nascosti e per le cure prestate per oltre 40 anni alla martire di Dalmine Rosy Avogadri (oltre 4000 trasfusioni). Dal suo invito a donare sangue nacque in Dalmine l’AVIS”.

Tra i promotori del riconoscimento, Roberto Fratus, Enzo Suardi che con Sergio Bettazzoli ne ha curato una breve biografia.

Gli studenti alla scoperta della storia di Dalmine

L’insegnamento delle storie locali dovrebbe essere parte integrante del processo di formazione della cultura storica dei giovani per il suo valore conoscitivo, metodologico e  formativo.

In questo periodo  in cui si assiste a un progressivo spaesamento questa conoscenza può contribuire a migliorare la familiarità col luogo dove si vive, aiutando i giovani all’assunzione di responsabilità e cura verso i luoghi e le persone che li abitano.

Facendo riferimento ad argomenti di storia generale affrontati nel corso di studi degli studenti della secondaria di primo grado, Claudio Pesenti ha svolto incontri (oltre 30 ore; 321 studenti dell’I.C. Aldo Moro) sui seguenti argomenti:

  1. Il territorio di Dalmine nel Medio Evo. Testi scritti, manufatti e urbanistica (cl. 1e).
  2. Situazione economica e religiosa a Dalmine al tempo della Repubblica Veneta (cl. 2e).
  3. Ora vi dico di io”. Notizie dal fronte della prima guerra mondiale (cl. 3e).
  4. A scuola a Dalmine in tempo di guerra 1940-45. Scoprire dai registri come a scuola si viveva e si raccontava la guerra (cl. 3e).
  5. A spasso nella storia. Dal mulino di Sforzatica al castello di Dalmine (3a “Camozzi”).

Errata Corrige – Largo Fratelli Pirovano

ATTENZIONE ATTENZIONE: I fratelli Pirovano NON SONO FRATELLI! E hanno un nome: Pier Paolo e Antonio Maria. Sono rispettivamente padre e figlio.

Pier Paolo lasciò Viganò Brianza dov’era nato il 24 novembre 1665 e si trasferì nel bergamasco in cerca di occasioni di lavoro e venne ad abitare a Sforzatica dove si sposò. Il 23 marzo 1704 nacque il figlio Antonio Maria. Il padre lo mandò a imparare il mestiere a Milano da Angelo Beretta che lavorava presso la fabbrica del Duomo di Milano. Le opere dei Pirovano sono presenti in quasi 60 chiese della bergamasca e in diversi palazzi signorili. Alcune facciate di chiese, come quelle di Mapello, Treviolo e Osio Sotto sono ancora opera loro.

In occasione del 3° centenario della nascita di Antonio Maria (1704-2004), l’errore nella intitolazione è stato a più riprese segnalato, senza risultato. Degna di attenzione è la proposta della parrocchia di Sant’ Andrea “Adotta una statua” per fermare il degrado e permettere il restauro delle statue, opera di Antonio Maria Pirovano.

Due anniversari per Dalmine

A Dalmine sono molto importanti le date del 6 e 7 luglio. Scopri insieme a noi il perché!

A Dalmine il 6 luglio è il giorno della memoria dei caduti sotto il bombardamento dell’azienda nel 1944 che causò la morte di 278 persone, di cui 257 dipendenti aziendali.

Il giorno dopo ricorre l’anniversario del Decreto con cui il Re d’Italia Vittorio Emanuele III e l’allora capo del governo Benito Mussolini firmarono nel 1927 la cancellazione dei tre antichi comuni dalminesi di Mariano al Brembo, Sabbio Bergamasco e Sforzatica per istituire il nuovo comune di Dalmine. Fu una decisione in linea con la politica del Regime, e non l’ espressione della volontà della popolazione, una scelta che crea ancora oggi numerose difficoltà nelle relazioni tra territorio, popolazione e azienda.

Sono due anniversari tra loro legati e che devono essere letti insieme per comprendere il senso dei cambiamenti avvenuti e farli diventare monito per il futuro.

Gabriele Camozzi e Dalmine

Riportiamo alcuni passi del discorso tenuto il 30 aprile 2016, per conto dell’Associazione Storica Dalminese, in occasione della posa della targa al monumento a Gabriele Camozzi a cura del Lions Dalmine.

Gabriele Camozzi De’ Gherardi nacque a Bergamo il 24 aprile del 1823, figlio di Andrea ed Elisabetta Vertova, terzo dei quattro figli maschi della coppia che ebbe ben 11 figli. Gabriele si laureò in legge presso l’università di Padova, esercitò poi il praticantato di notaio presso lo studio milanese dell’amico Tommaso Grossi. Ben presto abbracciò gli ideali mazziniani e nel 1848 coordinò le azioni insurrezionali in Bergamo e la partecipazione dei patrioti bergamaschi alle Cinque giornate di Milano. Durante la prima guerra di indipendenza nel marzo del 1849 su incarico di Lamarmora guidò una rivolta nel bergamasco. Con la proscrizione nei suoi confronti da parte dell’Austria e la condanna al pagamento di una tassa di guerra di L. 170.000, per lui e il fratello G. Battista iniziarono lunghi anni di sofferenze. Dopo varie peregrinazioni si ritrovarono ad Albaro, vicino Genova, nella villa lo Zerbino dove ospitarono personaggi del patriottismo mazziniano: Carlo Pisacane, Oreste e Pilade Bronzetti, Luigi Mercantini, e molti altri. (altro…)

La grande guerra a Dalmine

Nella nostra città è una storia ancora da scrivere

L’Associazione Storica Dalminese (ASD) ha avviato l’iniziativa legata al recupero delle vicende che videro coinvolti i nostri concittadini durante la 1a Guerra Mondiale, con l’obiettivo di non disperdere il patrimonio storico, umano e sociale di coloro che con sacrificio e senso del dovere furono partecipi di quegli eventi.

Questa iniziativa terminerà con una pubblicazione che vorrà ricordare e garantire la memoria alle future generazioni di quanto avvenne durante quella Guerra. L’ASD chiede pertanto a tutti coloro che avessero la disponibilità di documenti, immagini, memorie di propri avi, di poterle mettere a disposizione per arricchire il materiale di prossima pubblicazione. Per qualsiasi informazione, attinente a questa iniziativa, potete scriverci un’email a associazionestoricadalminese@gmail.com oppure contattarci al nostro nella pagina dedicata all’interno del sito.