DalmineStoria

DalmineStoria, luglio, n. 3, anno IV

Fanzina_03_2019In stampa il prossimo notiziario dell’Associazione dedicato all’anniversario del bombardamento su Dalmine del 6 luglio 1944.

  • Una memoria non solo di Dalmine, editoriale
  • Alla Dalmine in bici, da Sarnico, di Beatrice Tengattini
  • Ai bagni di sole nel luglio del bombardamento, di Gianni Valota
  • Il bombardamento l’ho visto da Berbenno, di Giuseppina Offredi
  • Piazza Caduti 6 luglio 1944: un’intitolazione non scontata, di Valerio Cortese
  • Nuovi libri su Dalmine in collaborazione con A.S.D.
  • I raid punitivi, testimonianze dalminesi
  • La memoria in musica, di Enzo Suardi

Alla pagina pubblicazioni è possibile visionare e scaricare tutti i numeri pubblicati dal 2016 ad oggi.

 

70° Oratorio di Dalmine. L’Oratorio strumento di comunità.

copertina_aDomenica 23 giugno si è svolta la presentazione del libro per il 70° dell’Oratorio di Dalmine con in collegamento Skype da Gerusalemme, dove lavora, uno degli autori, Daniele Cavalli. Il tema affrontato nel libro, l’oratorio come strumento di comunità.

Nell’impaginazione di Giuseppe Paris, troviamo le testimonianze raccolte da Daniele Cavalli e un racconto storico di Claudio Pesenti che illustrano come l’oratorio dagli anni ’70 sia stato strumento per trasformare questa “comunità mancata”, che aveva la sua identità nell’azienda, in  una vera comunità.

L’ultimo capitolo si integra con il profilo storico del libro sulla Torre Greppiana.

1936/2019 Torre Greppiana

Giovedì 20 giugno l’Osteria del Conte ha presentato il libro che parla del restauro della Casa dedavlla libertà con la Torre greppiana (Arch. Giov. Greppi, 1884-1960). E’ l’occasione per condividere con Dalmine la storia di un edificio a cui viene conferito un nuovo e più condivisibile significato. La Torre, in particolare, rimane uno dei cinque esemplari sopravvissuti in tutta Italia, legittimamente posto sotto tutela dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici e Culturali di Milano. Da un punto di vista culturale il recupero, oltre a ridare dignità ad un’opera d’arte in rovina, ha voluto restituire prestigio ad un edificio storico e alla piazza che lo ospita, che nel progetto urbanistico greppiano era un incrocio di strade che mettevano in comunicazione gli abitati di Dalmine tra loro e l’autostrada, il mondo.

Il libro che accompagna l’inaugurazione dell’Osteria del Conte racconta la ristrutturazione e il restauro dell’edificio a cura dello Studio di Architettura di Mario Cassinelli. Il fabbricato della Casa del Fascio di Dalmine incarna un ideale architettonico fatto di razionalità e armonia geometrica, ai quali l’Arch. Greppi riuscì a conferire robustezza e solidità.

La storia di Dalmine, raccontata da Claudio Pesenti dell’Associazione Storica Dalminese, supera l’orizzonte del Novecento, secolo nel quale la città ha avuto uno sviluppo industriale, economico, urbanistico e sociale veramente impetuoso e tale da schiacciare, per la sua rilevanza, quanto era avvenuto nei secoli precedenti.

Infine, la famiglia Brembilla racconta i motivi che l’hanno spinta a far cominciare un’altra storia alla Torre Greppiana, a lungo abbandonata e destinata a un uso quotidiano che ne faceva perdere le caratteristiche di opera d’arte, pur essendo una dei cinque esemplari rimasti in Italia. Il titolo di Osteria del Conte lo colloca nel solco di una tradizione delle grandi famiglie ed Enti che hanno abitato e valorizzato Dalmine. Per questi motivi l’Osteria del Conte, oggi ospite di questo edificio, non è più un semplice ristorante. Entrare ed esserne ospiti sarà un rievocare la storia, oltre che abbandonarsi al piacere del cibo e delle emozioni suscitate dalla suggestiva cornice.

Dalmine 1918 – 1920

Claudio Pesenti ha tenuto ieri per l’Università Anteas di Dalmine la relazione sul periodo storico indicato nel titolo.

Sintesi della relazionerelazione_1a

Relazione

Numero 3, Anno III

Per pubblicizzare la presentazione del libro Ora vi dico di io … ” Dalmine e la Grande Guerra, è stato pubblicato anche il terzo numero annuale del notiziario dell’Associazione Storica Dalminese. Questi i titoli:

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  • Tenere viva la memoria
  • “Ora vi dico di io…”
  • “Se no moriamo, ci rivedremo. Se moriamo, moriamo per la grandezza dei cimiteri”
  • Un libro che racconta Dalmine e i soldati alla guerra
  • Elenco dei soldati caduti, che hanno avuto un riconoscimento al valore, sopravvissuti e le Crocerossine.

Il libro può essere acquistato presso I libri di Mauro, l’edicola di Via Pasubio o presso la cartoleria Zeus di Largo Europa.

“Ora vi dico di io …” Dalmine e la Grande Guerra

Presentato sabato 27 ottobre il libro “OrCopertina definitiva bassa_Pagina_1a vi dico di io …” Dalmine e la Grande Guerra.

Due sono stati gli obiettivi che l’Associazione Storica Dalminese si è posta nella ricerca.

Da una parte dare “voce” (da qui il titolo del libro, “Ora vi dico di io”) ai soldati dalminesi di cui si sono rintracciate solo parziali notizie (42), loro testimonianze o di cui è stato possibile comporre profili completi (108). Le numerose cartoline postali consultate e pubblicate narrano la quotidianità della guerra e le condizioni di vita dei soldati.  Dall’altra mostrare il “volto” di Dalmine nei primi vent’anni del Novecento, con la grande novità delineata dall’insediamento della Mannesmann.

Grazie anche al contributo di Fondazione Dalmine e Archivio e Biblioteca Dall’Ovo, è stato possibile rappresentare lo spaccato di una realtà che era in profondo cambiamento e che il territorio di Dalmine mostrava una varietà di protagonisti e una complessità che molte volte, anche oggi, rimane nascosta dietro il nome della città.

La realizzazione del libro è stata possibile grazie anche al contributo  di: Comune di Dalmine – Tosoni S.p.A. – Alfaparf – Elettroindustriale srl – Osteria del Conte – OVID – Elettrica Turani srl – Unipol Assicurazioni di Fagiani. Progetto grafico, impaginazione e stampa: Tipografia dell’Isola s.n.c.

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“Ora vi dico di io”. Dalmine e la Grande Guerra.

Giovedì 6 settembre è stato consegnato in tipografia il testo dell’Associazione Storica Dalminese per la stampa di un libro a ricordo degli 84 soldati dalminesi caduti, dei monumenti a loro dedicati, di chi venne onorato di una medaglia,… su com’era Dalmine all’inizio del ‘900, prima e dopo l’avvio dell’azienda Mannesmann.

Il titolo virgolettato rimanda alle numerose lettere e cartoline, conservate in archivi privati di famiglie o pubblici, che i soldati in trincea inviarono alle famiglie o, nel caso di Mariano, al parroco.

La presentazione del libro avverrà a fine ottobre 2018.

 

Titoli dei principali capitoli:

DALMINE E LA GRANDE GUERRA

  • Frammenti di Storia.
  • Contadini, filandere, pazzi pellagrosi e … colera.
  • Il secolo nuovo: arriva la modernità.
  • Tapum … Tapum.

BIOGRAFIE DEI SOLDATI DALMINESI

  • Nota di metodo della ricerca
  • Biografie
    • Militari caduti
    • Riconoscimenti al valore
    • Soldati sopravvissuti
    • Pietas e la guerra: le Crocerossine

“ORA VI DICO DI IO CHE VITA MI TOCCA FAR …”

  • Notizie dal fronte della Grande Guerra
  • Lettere e cartoline di soldati dalminesi dal fronte

LA CELEBRAZIONE DELLA VITTORIA  TRA ESALTAZIONE E CONTROLLO.

Altri due capitoli sono contributi di

  • Fondazione Dalmine e dell’Associazione
    (LA GRANDE GUERRA  DALLE CARTE DEGLI ARCHIVI INDUSTRIALI:
    IL CASO DALMINE.
    ).
  • Biblioteca Dall’Ovo de Chaurand Poletti
    (LA FAMIGLIA  DALL’OVO, DE CHAURAND, POLETTI  A DALMINE.).

Notiziario n. 2, Anno III

DalmineStoria ricorda con diversi articoli il bombardamento del 6 luglio 1944.Digitalizzato_20180522

  • Era una giornata di sole, scriveva in una sua testimonianza Enrico Nasi, allora ragazzo e che da adulto lavorò all’acciaieria.
  • Infiorammo le tombe di volantini del CLN. Mariella Tosoni documenta come oltre al grande stabilimento anche altre aziende subirono danni ed ebbero dei morti. Un gruppo di giovinette il giorno dei funerali visitò il cimitero lasciando sulle tombe dei caduti volantini ricevuti dal CLN, “tanto da parer opera di qualche aereo”.
  • I bombardamenti saranno pane quotidiano. Così nel gennaio 1943 avvertiva i dirigenti e i funzionari dello stabilimento Agostino Rocca, Vicepresidente della Società Dalmine S.A. Di quel discorso esiste una trascrizione scritta di cui si dà conto nell’articolo.
  • Officine Schwarz e bombardamento su Dalmine. Il gruppo musicale ha raccontato l’episodio in una sua opera e in un evento multimediale svoltosi a Dalmine il 4 luglio 1944.

L’occasione del Centenario della Grande Guerra ci ha offerto l’opportunità di ricordare i soldati dalminesi con una visita al sacrario di Udine e Redipuglia il 14 aprile scorso, in collaborazione con il Comune  e con le associazioni d’arma, e prossimamente con un libro.

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Notiziario n. 1, anno III

Nei prossimi giorni sarà in distribuzione, via email o nelle edicole e in alcuni posti pubblici, il notiziario dell’Associazione. Chi volesse, può richiedere di ricevere tramite email ogni nuovo numero. Fanzina_III_1b

Sommario:

  • Il CLN in casa – In una famiglia dalminese del periodo del fascismo diversi componenti erano impegnati nella lotta al nazifascismo. E’ la storia di una famiglia che solo per alcuni dei suoi membri ne è stata promossa la memoria. La figlia di uno di essi, Callisto, ci racconta.
  • 1937-38: un nuovo volto per Dalmine – In quegli anni furono molti le modifiche all’urbanistica che cancellarono tracce del passato per far diventare Dalmine “Un villaggio modello”.
  • Far conoscere a scuola la storia di Dalmine – La professoressa Roberta Pilosio dell’IC Aldo Moro ci parla dell’importanza di inserire percorsi di storia locale nell’insegnamento della storia. Un compito che da anni l’Associazione svolge trovando nei ragazzi una grande attenzione.
  • La torre Suardi di Dalmine – I Camozzi hanno acquistato le proprietà in Dalmine verso la fine del 1700, quando la torre esisteva già da secoli. Furono i Suardi di Bergamo a costruirla tra XIII e XIV secolo. E Giovanni era stato un personaggio di spicco del suo tempo, tanto che aveva avuto in moglie Bernarda, una delle figlie del potente signore di Milano, Bernabò Visconti. Le cronache dell’epoca si occuparono di lei e del suo fantasma. Una sua sosia nel gennaio del 1407 fu a Dalmine partecipando a un tentativo di truffa.
  • Iniziative per ricordare i caduti della Grande Guerra – Sabato 14 aprile si svolgerà una visita ai sacrari di Udine e Redipuglia per onorare gli 82 caduti dalminesi a cui il prossimo 4 novembre verrà riconosciuto la cittadinanza onoraria. L’Associazione Storica Dalminese è impegnata a realizzare un libro per ridare dignità al loro sacrificio.

Ha collaborato a questo numero il signor Roberto Fratus di Dalmine che ringraziamo cordialmente.

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Benemerenza cittadina per i caduti Dalminesi della 1a Guerra Mondiale

L’Associazione Storica Dalminese ha presentato in data 25 gennaio la domanda per il riconoscimento della benemerenza cittadina per gli 82 Dalminesi morti nella Prima Guerra Mondiale, di cui ricorre quest’anno il centenario della fine. La motivazione è che “Il tempo ha reso flebile la loro memoria e l’occasione del Centenario della fine della prima guerra mondiale offre l’opportunità, in primo luogo, di onorare il loro sacrificio e ridare dignità a questi nostri cittadini“. Un’altra ragione sta nel fatto “che la pace non è un valore acquisito una volta per tutte, ma si conquista ogni giorno anche ricordando coloro che per garantirla persero la vita.” Erano, questi, Dalminesi “ante litteram”, cittadini di un comune che non esisteva ancora, perché l’istituzione avvenne il 7 luglio 1927. Il riconoscimento collettivo vuole “affermare che Dalmine pone le basi della pacifica convivenza dei suoi cittadini in un’unica storia, amalgama delle vicissitudini delle antiche comunità che, grazie anche al sacrificio di una parte dei suoi figli, costituiscono oggi la nostra città.

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